Il segreto di Stefano


UNA CLASSE TERRIBILE!
La 2H è una classe molto vivace. I ragazzi sono molto diversi tra loro per carattere e per la voglia di studiare. Alcuni sono molto distratti e non portano mai il materiale necessario, oppure non eseguono i compiti; altri sono svogliati e non rispettano le consegne e le regole, alcuni si divertono a prendere in giro icompagni. Ci sono anche, ma sono pochi, ragazzi tranquilli ed educati.
Tra questi c’è Stefano. Lui è molto chiuso, non fa sapere niente di sé; è un ragazzo dall’aria triste e tranquilla, con uno sguardo malinconico e un fare misterioso. Il suo abbigliamento è trasandato e fuori moda. E’ anche magrolino e gracile. Durante la ricreazione si isola e spesso gli altri ragazzi lo
scherzano. Lui non reagisce, ma la sua faccia e il suo sguardo si intristiscono. Non si sa niente della sua famiglia, né della sua provenienza, né dove abita. Stefano è molto diligente, non ha mai fatto un assenza durante tutto l’anno e in genere studia e si applica con serietà. Proprio per questo i ragazzi della 2H l’hanno maliziosamente definito "secchione".

... E STEFANO SCOMPARE
Un freddo lunedì mattina di dicembre stranamente Stefano è assente da scuola: tutti si meravigliano.
All’inizio delle lezioni pomeridiane si sente bussare alla porta.
Entra una signora di mezza età: è trafelata e ha un’aria smarrita. Il professor Casati, il docente di lettere, incuriosito, le chiede chi sia e cosa stia cercando. Lei si guarda intorno, in cerca di qualcuno. Risponde che è la madre di Stefano e di essere preoccupata perché suo figlio non è tornato a casa per il pranzo; vuole sincerarsi che Stefano sia in classe e, quando si accorge che non c’è scappa via senza dare spiegazioni. La classe rimane colpita dalla vicenda, perché capisce che è accaduto qualcosa di grave, qualcosa di tremendamente serio.
Un’aria pesante riempie l'aria.
Terminate le lezioni i ragazzi, fuori dalla scuola, si chiedono cosa possa essere accaduto a Stefano.
L’indomani, durante la prima ora di lezione, il prof. Casati entra in classe con la preside e un uomo in divisa. La preside rivolgendosi hai ragazzi dice:
- "Questo è il capitano Sala, ufficiale dei Carabinieri che ha l’incarico di svolgere le indagini sulla scomparsa del vostro compagno. Vorrebbe porvi alcune domande su Stefano."-
Il capitano rivolgendosi agli alunni:
- "Sono stato incaricato dalla magistratura di occuparmi della scomparsa di Stefano. Chiunque di voi possa fornirmi informazioni utili al suo ritrovamento, venga alla caserma dei carabinieri, in via Palestrina, al più presto."- Se ne vanno.

All’improvviso la classe è cambiata: un’atmosfera angosciante si diffonde ovunque. Nessuno osa parlare, perché ognuno dentro di sé si sente in colpa. Il prof. Casati allora, prende spunto dalla vicenda per aprire una discussione sul valore dell’amicizia e sulla necessità di capire e aiutare i compagni in difficoltà.

A CASA DI STEFANO
Nel pomeriggio i ragazzi decidono di andare dalla famiglia di Stefano per portare la loro solidarietà, ma non sanno dove abiti. Dopo molte ricerche e grazie ad alcune informazioni ottenute in Comune, trovano l’indirizzo e vi si recano.
Apre la porta la mamma di Stefano: ha gli occhi gonfi e rossi. Chissà per quanto tempo ha pianto. Fa entrare i ragazzi e chiede il motivo della visita:
- "Siamo venuti per avere notizie di Stefano e per offrirle tutto il nostro aiuto."-
Uno dei ragazzi chiede alla signora:
- "Può darci una foto di suo figlio? Con essa proveremo a fare delle ricerche."-
Poi se ne vanno.

ALLA RICERCA DI STEFANO
Decidono di dividersi in tre gruppi e partire alla ricerca del loro compagno. Un gruppo lo cerca nel centro della città, un gruppo in periferia e un altro in campagna. Per tutto il pomeriggio, le ricerche sono frenetiche. I ragazzi mostrano a centinaia di persone la foto di Stefano, ma tutto sembra inutile.

IL RITROVAMENTO DEL DIARIO
Ogni speranza ormai sembra svanita. Mentre stanno tornando, tristi, a casa, Fabrizio richiama la loro attenzione: "Ragazzi, un momento, io so per certo che Stefano aveva un diario segreto, può darsi che fra le sue pagine ci sia qualche informazione utile al suo ritrovamento!". Decidono di andare tutti, l’indomani, a casa di Stefano, alla ricerca del diario.
E' Fabrizio che va a bussare alla porta:
- "Signora siamo noi, i compagni di scuola di Stefano."-
La mamma di Stefano apre e fa accomodare i ragazzi. Fabrizio tutto d’un fiato le dice:
- "Sappiamo che Stefano aveva un diario segreto e siamo sicuri che, ritrovandolo, potrà indirizzarci verso la soluzione del problema."-
Subito Fabrizio e gli altri cominciano a rovistare in tutta la casa. Ma del diario non v’è traccia alcuna. Scoraggiati, stanno per abbandonare l’impresa, quando gli occhi di Alessia cadono su un angolo della casa che ancora non era stato controllato.
Sopra un comodino, appeso alla parete, c’è un disegno, presumibilmente fatto da Stefano, che rappresenta la sua famiglia. Alessia si avvicina per osservare meglio il disegno e si accorge che dietro c’è una cavità nel muro. All’interno c’è un quaderno:
il diario di Stefano!. Fabrizio comincia a scorrere le pagine e all’improvviso una frase colpisce l’attenzione di tutti:
- "Caro diario, non ce la faccio più, i miei compagni continuano a prendermi in giro, solo Fabrizio mi comprende e tu, caro papà, mi manchi tanto, la casa senza di te sembra vuota, mi mancano i tuoi consigli, i tuoi abbracci…". "Caro papà domani intendo raggiungerti, non ho intenzione di aspettare un minuto di più."- Di corsa i ragazzi vanno dal capitano Sala e gli mostrano la pagina del diario con le frasi chiave per la comprensione dell’enigma.
- "Capitano, sappiamo perché Stefano è scappato da casa: è andato a ritrovare suo padre."-
Il capitano si complimenta con loro:
- "Bravi ragazzi, avete fatto un bel lavoro!"- e avvia immediatamente le ricerche.

IL RITROVAMENTO DI STEFANO
Lo stesso giorno Stefano è ritrovato da una pattuglia dei carabinieri, vicino alla stazione centrale di Milano: tentava di prendere il treno diretto a Genova, alla ricerca di suo padre. La notizia del ritrovamento di Stefano giunge come un fulmine a ciel sereno durante la verifica di matematica. Entra in classe la preside che, raggiante, comunica:
- "Stefano è stato ritrovato. Voleva andare a Genova a trovare suo padre. Io so che il vostro comportamento nei suoi confronti non è stato corretto e pertanto v’invito ad essere più buoni con lui. Quello che sto per raccontarvi è una storia molto delicata, mi auguro che sappiate essere sensibili e capaci di comprendere i problemi di Stefano. Suo padre ha abbandonato la propria famiglia ed è andato a vivere a Genova. Stefano aveva disperatamente bisogno della sua presenza e voleva convincere suo padre a tornare nuovamente a casa. Ecco il motivo della sua fuga."-

Da quel giorno l’atteggiamento dei compagni cambiò, e tutti divennero più amici, rispettosi e comprensivi dei problemi altrui.


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