Istituto Comprensivo
"Alfredo Sassi"
 
dell'infanzia, primaria, secondaria di I grado
Renate Veduggio Briosco

via XXV Aprile 29 - 20055 Renate MI
tel. 0362 924112 fax 0362 915974

lo scultore Alfredo Sassi

icrenate.mb@pec.it

ic_renate@xquasar.com
ultimo aggiornamento: 8 luglio 2010

ritiro diploma licenza media anno scolastico 2008/2009

nella sezione lavori degli studenti è disponibile la raccolta di racconti gialli della classe IID

nella sezione documenti è disponibile il Piano dell'Offerta Formativa 2009/10

Calendario scolastico 2010/11

consiglio di istituto 2009/2012
progetto leonardo: raccolta differenziata delle cartucce per stampanti inkjet

progetto Camelot
sportello di ascolto e consulenza psicologica e pedagogica rivolto a genitori e insegnanti

L'iniziativa, nata all'interno del Progetto Camelot, è realizzata con la collaborazione delle Amministrazioni Comunali locali e si avvale della consulenza di due operatori qualificati, un educatore e uno psicologo, con l'obiettivo di:

Lo sportello è aperto presso ciascuna scuola media con cadenza quindicinale e funziona su appuntamento (telefonare al numero 340 0780707 il lunedì e il mercoledì dalle 9.30 alle 12.30).
Documento di presentazione dello sportello
E' disponibile la relazione preparata dai responsabili del progetto Camelot sul tema "Genitori e figli preadolescenti: verso una nuova comunicazione" (scarica il documento in formato word)

Comitato Genitori

statuto

per non dimenticare

Lunedì 14 aprile 2008  presso la scuola media "Giovanni XXIII" di Renate,  gli studenti delle classi terze hanno partecipato ad un incontro con Giuseppe Paleari sul tema dei lager e della deportazione nazista. Giuseppe Paleari, responsabile della Biblioteca Civica di Nova Milanese, da molti anni collabora al progetto "Lager e deportazione", promosso dall'Amministrazione comunale di Nova Milanese e dalla Città di Bolzano.
L'incontro è stato organizzato, come gli scorsi anni, per non dimenticare, per mantenere viva negli studenti la memoria degli avvenimenti che sessant'anni fa condussero al genocidio di sei milioni di ebrei e di almeno 500mila zingari, malati psichiatrici, disabili, omosessuali e minoranze etniche e religiose decretato dalla follia del Nazifascismo, perché "la cultura dell'oblio - come scrisse il presidente nazionale degli ex deportati Maris - è veleno per la coscienza degli uomini".

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