LA VITA DI ALFREDO SASSI

1869 - 1952

dal catalogo bibliografico "Creatività a Renate" a cura della biblioteca civica del comune di Renate 15 novembre - 21 dicembre 2002

Alfredo Angelo Sassi nacque a Milano il 4 agosto 1869 in Ponte Vetero, dalle parti di Brera, nel cuore della città, da famiglia della classe media lombarda che andava emergendo nel fervoroso clima socio-economico dell'avvio dello sviluppo industriale. (1)

Il padre Angelo, commerciante di vini, nella "Guida di Milano pel 1881" (Aa.Vv., p. 625) figura come consigliere di sorveglianza della "Mutua Associazione degli Osti, Trattori e Mercanti di vino della Città e dei Corpi Santi di Milano, associazione avente per scopo l'aiuto ai soci decaduti dall'esercizio ed in difficoltà economiche per circostanze non imputabili a loro, la tutela dei diritti e la salvaguardia degli interessi comuni della categoria. (2)

E' in questo ambiente familiare, sensibile al bisogno degli altri, che si formò e maturò nel giovane Sassi quella vocazione umanitaria che fece di lui un convinto ed instancabile pioniere dell'educazione popolare, e, come venne definito, un "apostolo sociale" nell'allora arretrata ed indigente Brianza dei primi anni del Novecento.

La sua formazione non si distacca da quella comune alla maggioranza degli scultori della sua generazione. Dopo gli studi medi, compiuti nel Collegio Manzoni di Merate, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera che frequentò con regolarità, meritandosi riconoscimenti. (3) Gli atti accademici e la documentazione d'archivio permettono di seguire l'iter formativo e i successi scolastici del Nostro: il suo nome compare nel "

Catalogo allievi della Scuola d'Ornato" (tenuta dal Prof. Claudio Bernacchi con l'aiuto di Lorenzo Vela) dell'anno scolastico 1885-86, quando ottenne una menzione onorevole "per meriti complessivi di progresso, assiduità e condotta" nella sezione di "Copia in disegno e a colori di bassorilievi e rilievi aggruppati" (Atti Accademia, 1886, p. 57), e in quello dell'anno 1888-89, al termine del quale fu premiato con la medaglia di bronzo per un saggio di Copia del modello fotografato" (ibidem, 1888, p. 84). Nel novembre del 1885 si iscrisse anche alla Scuola del Disegno di figura, retta da Raffaele Casnedi, ottenendo una medaglia d'argento con un saggio di "Copia del disegno" (a.s. 1885-86, Sala Elementi), una medaglia di bronzo nel "Concorso alla copia in disegno" (A.S. 1887-88, Sala Statue), e , ancora, una medaglia d'argento con un saggio di "Copia in plastica" (a.s. 1888-89, Sala Statue) (5). Completò , infine, con successo gli studi alla Scuola speciale di scultura di Francesco Barzaghi nel biennio 1889-91, meritandosi una medaglia di bronzo al termine del primo anno di corso e una d'argento nel secondo. Quale studente scultore, seguì contemporaneamente i corsi della Scuola del nudo, guadagnandosi una medaglia di bronzo nel "Concorso alla copia in plastica (6)

Mentre ancora frequentava l'Accademia, il nome di Sassi apparve sulla scena milanese con un certo spicco per un giovane studente della sua età: nel 1889, appena ventenne, eseguì per la famiglia Perego di Milano la Statua "Dolore", per il Cimitero Monumentale, opera che apre la lunga serie di monumenti funerari nei quali si "specializzò", e la cui richiesta, da parte dell'alta borghesia milanese e lombarda, andrà negli anni seguenti moltiplicandosi (nell'ultimo decessio dell'Ottocento, i più impegnativi furono "L'Angelo consolatore", le cappelle mortuarie Nava, Locarno e Candiani, il monumento Castiglioni ; nel 1891 partecipò, poi, con successo, alla I Triennale di Brera con l'opera "Caritas patriae matris amorem vincit", gruppo monumentale d'ispirazione storica, concordemente lodato dalla critica, mentre la Commissione per il conferimento dei "premi Tantardini" lo volle indicato, nella sua relazione, "a titolo d'onore, fra i competitori che maggiormente tennero sospesa la decisione con la prova del loro ingegno" (Relazione della Commissione, in "Brera 91", p. 115).

Nel periodo immediatamente successivo scelse ancora le esposizioni di Belle Arti come mezzo di affermazione e di segnalazione personali: a brera nel '94 e nel '87, alla Permanente nel 1899.

Eletto, l'anno dopo, Socio Onorario dell'Accademia braidense quale "benemerito delle belle arti", rinunciò alla nomina, adducendo tra vari motivi, non ben precisati, l'inadeguatezza dei propri meriti a tale onorificenza.

Sposatosi con Angela Acquati, pure milanese il 19 ottobre 1893, si trasferì a Renate MI, dove la sposa disponeva di alcuni possedimenti, ma mantenne lo studio a Milano. Dall'unione nacquero cinque figlie: Rina, Maria, Giuseppina, Angela e Renata. In questo paese della Brianza, il giovane Sassi si immedesimò nei problemi sociali dell'arretrato mondo rurale di quel tempo, dando inizio ad un'intensa attività che proseguì, insieme con quella artistica, durante l'intero arco della sua vita, in favore dell'istruzione popolare e per il miglioramento delle condizioni di vita delle classi più umili. Eletto assessore comunale nel 1901 e chiamato a far parte della Commissione di vigilanza delle scuole, superando le opposizioni dei parecchi che ritenevano non necessaria l'istruzione per il contadino ed il lavoratore, si adoperò per la costruzione dell'edificio scolastico di cui Renate era priva, convinto, come disse del discorso inaugurale tenuto nel 1903, che "l'educazione del popolo è il primo dei nostri bisogni e dei nostri doveri".

Fondata nel vicino Comune di Besana Brianza dall'industriale Antonio Pagani una Società Operaia con finalità di previdenza e di istruzione popolare, Alfredo Sassi assunse per molti anni, dal 1903 al 1916, sempre gratuitamente, l 'insegnamento, al quale lo abilitava il diploma dell'Accademia, e la direzione della scuola di disegno. Vi istituì la scuola di plastica, la scuola-laboratorio ed il reparto di lavori femminili; creò una biblioteca, vi aprì mostre e rassegne (7). Nei suoi scritti di quegli anni si legge: "Per l'operaio e l'artigiano il disegno è utile quanto il saper leggere, scrivere e far di conto. Attraverso l'esercizio attento dell'occhio e della mano, lo studio amoroso del vero e del bello nella natura e nell'arte, io giovane diventa capace di un lavoro esatto e pregiato, migliora la sua condizione materiale, intellettuale, morale".

Nel 1910 la Società Umanitaria di Milano lo chiamò a far parte della Commissione per il miglioramento delle scuole di disegno della campagna e, nel 1915, su proposta del Ministero dell'Istruzione, gli venne conferita la Croce di "Cavaliere della Corona d'Italia".

Nell'assolvere gli impegni di insegnante e di educatore, Alfredo Sassi non trascurò la propria attività di scultore e, nell'arco del primo ventennio del Novecento, si colloca una copiosa produzione: numerosi monumenti funerari, eseguiti la maggior parte per il Cimitero Monumentale di Milano, tra i quali "La Deposizione", "Concerto d'angeli", "La riconoscenza dei beneficati", la Cappella mortuario Alberti; gli altorilievi per il Palazzo della Società Bancaria Milanese; il gruppo in gesso "All'attacco" presentato all'Esposizione internazionale di Milano del 1906, che trovò un'accoglienza critica favorevole; il bozzetto per una cappella funeraria, con il quale si aggiudicò il secondo premio nel "Concorso Marelli", indetto presso l'Accademia di Brera.

Nel 1918, cessata la grande guerra, Sassi riprese la sua opera umanitaria in difesa della cultura popolare e dell'istruzione professionale, assumendo la direzione delle scuole di disegno presso la Società Operaia di Carate, e poi alla scuola di Barzanò. Spinto dal desiderio di istituire le scuole anche in Renate, il paese della Brianza a lui più caro, propose di costruirvi la "Casa dello Studio e del Lavoro", ma la carenza di mezzi non gli permise di attuare il progetto. Tre anni dopo, nel 1921, il suo sogno poté realizzarsi grazie al tangibile aiuto dell'industriale Arturo Macchi , che si offrì di ospitare nella propria casa al Vianò la nuova scuola di disegno ed i corsi serali di educazione popolare, dei quali Sassi accettò la direzione. L'iniziativa ottenne un richiamo così largo di allievi che, nel 1927, i corsi furono trasferiti in una sede più grande messa a disposizione per interessamento dell'allora Podestà di renate, Michele Perego. In quell'occasione, il Comune gli dimostrò ammirazione e riconoscenza nominandolo suo cittadino onorario.

Quegli anni furono anche laboriosi e fecondi di opere.

Eseguì numerosi Monumenti ai Caduti, tra i quali i più impegnativi furono quelli di Giussano, Carate e Seregno. Disinteressatamente progetto e diresse l'ampliamento della Chiesuola di San Mauro e la costruzione dell'oratorio maschile, offrendo poi le sculture che ornano entrambi gli edifici.

Nel 1930, quando gli fu imposto di iscriversi al partito fascista, essendo stata la scuola di disegno di Renate assorbita dall'Opera Nazionale Balilla, rifiutò, preferendo lasciare la carica di direttore ed insegnante, e si ritirò nel suo studio di San Mauro.

In quel periodo in cui le vicende politiche lo costrinsero a rimanere lontano dalla scuola, modellò sculture di notevole impegno, per la Via Crucis di Costa Masnaga, per il monumento funerario della famiglia Croci di Reggio Emilia, per la Chiesa di S. Martino a Veduggio.

Con lo spirito di attiva solidarietà umana che sempre lo accompagnava, durante il secondo conflitto mondiale lo scultore appoggiò il movimento della Resistenza, prese parte al Comitato di Liberazione Nazionale. Al ritorno della libertà, il 25 aprile 1945, la popolazione di Renate proclamò coralmente Alfredo Sassi Sindaco. Rimase in carica per sette mesi, ritirandosi volontariamente sul finire del '45, quando l'età avanzata e la salute malferma lo costrinsero a rinunciare alle fatiche della carica (8).

Tornò alle due ragioni ideali della sua vita: l'arte e l'insegnamento. A quasi ottant'anni, scolpì la grande statua di Maria ai piedi della Croce per il Monumento funerario Giussani a Lissone; insegnò il disegno nelle scuole dei frati Camilliani alla Visconta ed in quello dei Figli della Provvidenza di Villa Raverio (Besana).

Morì a Renate, nella sua casa vicino alla Chiesuola di San Mauro, l'11 agosto 1952. L'Amministrazione comunale, partecipando con tutta la popolazione ai funerali, dichiarò quel giorno lutto cittadino.

Sulla tomba volle che fosse incisa l'epigrafe da lui stesso dettata:
Scultore Alfredo Sassi
4 agosto 1869 - 11 agosto 1952
"Non vi può essere grandezza di patria né grandezza di nazione se non nell'istruzione e nell'educazione del popolo… scuola, scuola, scuola!"

N O T E

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