AVVENIMENTI PRINCIPALI DI DUE MESI CHE HANNO TENUTO IL MONDO COL FIATO SOSPESO
Degli attentati è accusato il
miliardario Bin Laden, sceicco afgano, il quale nega di aver condotto
l'attacco, ma i servizi segreti americani lo considerano il maggior
indiziato. Venerdì 14 settembre, a mezzogiorno, in quasi tutto
il mondo vengono proclamati 3 minuti di silenzio in segno di lutto
per le vittime.
Le prove che vengono trovate nei giorni seguenti portano tute sulla
pista di Bin Laden, che si trova in Afghanistan. Gli americani
chiedono ai Talebani che governano, pur senza il riconoscimento
dell'ONU, questa nazione, di consegnar loro il terrorista. Al loro
rifiuto, gli americani, predispongono un contrattacco, dopo aver
avuto l'approvazione e l'appoggio degli Stati membri delle Nazioni
Unite.

Gli americani, insieme agli inglesi,
iniziano a bombardare l'Afghanistan. Vengono distrutti aeroporti,
basi militari e centri d'informazione. La popolazione abbandona le
città ammassandosi al confine col Pakistan, dove intervengono
in loro aiuto le associazioni umanitarie. Successivamente l'Alleanza
del Nord, appoggiata dagli americani, inizia ad avanzare incontrando
pochissima resistenza.
Il 12 novembre, a due mesi dall'attacco alle Torri Gemelle, un altro
aereo cade su un quartiere di New York: si teme si tratti di un altro
attacco terroristico, ma successivamente quest'ipotesi viene quasi
completamente esclusa.
I Talebani hanno perso il controllo del Paese ed anche la
città di Kandahar, loro roccaforte, è caduta. Il Mullah
Omar, capo spirituale dei Talebani, ha dichiarato, che anche se
dovrà abbandonare il potere politico, non intende però
rinunciare agli obiettivi islamici, cioè alla guerra contro
gli ebrei e i cristiani.
Oggi gli americani con i bombardamenti sugli obiettivi intercettati
dai Radar cercano inutilmente di fare uscire dai nascondigli in
Afghanistan e/o al confine col Pakistan lo sceicco Mullah Omar e il
terrorista Osama Bin Laden. Tutto il mondo sta aspettando con il
fiato sospeso la cattura dei due terroristi.