IL DETECTIVE ASSASSINO

di Giacomo Cappeller


Il detective, Peter Arthurian, è un uomo di cinquanta anni, di media altezza e un po’ grassoccio.
È calvo, ha i baffi alla francese e ha una barba folta e lunga.
Si veste molto elegante e ascolta la musica rock degli anni cinquanta nel suo iPod che porta sempre con sé.
È di carattere aggressivo ma è molto simpatico, infatti da piccolo si divertiva a fare scherzi alla gente soprattutto ai suoi compagni di classe quando era alla scuola elementare.
Gli piace molto ragionare, è furbo ed intelligente e riesce a risolvere tutti i casi che gli vengono assegnati.
Vive in un appartamento in un grande condominio in via Black Sausisa a Twyford, un piccolo paese vicino a Londra, con la moglie Delaney Sophie.
Ella è stanca di suo marito che non è mai a casa, ma è sempre al lavoro a risolvere i suoi casi. Per questo è sempre stata contraria alla decisione del marito di fare il detective. Nonostante tante discussioni non è mai riuscita a convincerlo a cambiare professione, quindi ha deciso di divorziare.
Durante una di queste discussioni, Delaney ha urlato a Peter che doveva andarsene e lasciare quella casa. Peter si è arrabbiato molto ed ha cominciato a lanciare oggetti dappertutto e alla fine se ne è andato sbattendo la porta in faccia alla moglie.
Dopo aver girato per Londra per parecchie ore, egli decide di entrare nel suo bar preferito chiamato Victor, dove lavora il suo caro amico Anakyin e dove si reca ogni giorno per pensare al caso in corso e bere un bicchiere di whisky in santa pace.
Mentre sorseggia il suo drink giornaliero, riflette su quello che è successo poco prima e, con molta rabbia addosso, decide che la cosa migliore da fare è uccidere la moglie Delaney piuttosto che lasciare la sua casa.
L’aiutante di Peter, Luke, è un suo grande amico. Per questo si trova con lui quattro volte alla settimana a bere un bicchiere di whisky al Victor.
Luke è un giovane ragazzo di appena venticinque anni, alto, magro coi capelli lunghi e  biondi e la faccia da ragazzino. Lavora con un esperto come Peter per imparare al meglio il lavoro che deve svolgere.
Mentre Peter sta ancora bevendo il suo whisky, Luke entra nel bar e ordina un caffè e si siede accanto a lui.
Discutono dell’ultimo caso risolto insieme.
Luke mette al corrente Peter che l’assassino di questo loro ultimo caso è stato già messo in libertà. Dopo due ore di chiacchiere si salutano e si danno appuntamento alla caserma per le sei.
Peter decide di mettere in atto il suo piano e si reca a casa dell’ex carcerato per cercare un oggetto da utilizzare come arma del delitto.
Arriva davanti al condominio con la sua Ferrari nuova di zecca e la parcheggia in un posto noto solo a lui.
Entra in casa scassinando la finestra con un passe-partout, per prendere l’arma del delitto. Comincia a frugare dappertutto e alla fine trova una pistola in una scatola nascosta sotto un armadio. La prende e si avvia verso la sua macchina. Guidando verso casa pensa ancora con rabbia alla moglie, parcheggia la macchina dove nessuno può vederlo ed entra in casa dalla moglie che sta stirando.
Inizia un’ultima discussione tra i due e lei, arrabbiata, graffia Peter sotto l’orecchio destro; quindi lui, infuriato, estrae la pistola e la uccide con un colpo diretto al cuore. Poi decide di rubare i gioielli e li mette sotto l’armadio in casa dell’ex carcerato con la pistola per cercare di far ricadere la colpa su di lui.
Ritorna al bar per crearsi un buon alibi. Lì si rimette a chiacchierare con Anakyin della partita di calcio di quella sera tra Chelsea e Manchester United.  
Ad un certo punto entra Luke tutto spaventato che avvisa Peter che suo cognato ha trovato Delaney morta davanti al ferro da stiro con un buco al petto vicino al cuore. E’ morta sul colpo!
Peter saluta velocemente Anakyin e va subito a casa della moglie fingendosi sofferente e spaventato. Appena vede la moglie si mette a piangere disperatamente e si appoggia alla spalla di Luke che gli promette che troverà l’assassino.
Il cadavere viene trasportato nel laboratorio del coroner per eseguire l’autopsia.
La polizia, intanto, comincia ad ispezionare la casa per cercare impronte o degli indizi importanti.
Peter, parlando con Luke, gli suggerisce che sarebbe meglio ispezionare anche la casa dell’ex carcerato che, al momento dell’arresto gli aveva promesso di vendicarsi.
Così Luke segue il suggerimento e manda degli agenti della polizia di Twyford a controllare.
Dopo alcune ore un agente torna da loro con in mano l’arma del delitto e i gioielli e li informa che gli altri agenti che erano andati con lui stavano già cercando l’ex carcerato per interrogarlo.
Peter saluta Luke e va alla centrale per vedere che cosa ha trovato il cororner. Il coroner, Mark Edwards, che aveva già finito l’autopsia, dice a Peter che era meravigliato di aver trovato della pelle sotto le unghie della donna e che doveva farla analizzare per capire chi era riuscita a graffiare prima di morire.
Peter, spaventato, se ne va e preso da un delirio omicida, decide di tornare nella casa dell’ex carcerato per cercare un’altra arma e uccidere anche il coroner prima che lui scopra a chi appartenga la pelle sotto le unghie di sua moglie.
Va in cucina e trova un coltello molto affilato e lo porta con sé mentre torna alla centrale. Qui ritrova il coroner che gli dice di aver scoperto con meraviglia che la pelle apparteneva proprio a lui.
Quindi, Peter, lo uccide accoltellandolo al cuore e scappa velocemente fuori dalla centrale.
Luke, nel frattempo, sta ritornando alla centrale per conoscere il risultato dell’autopsia; si reca nel laboratorio e, trovato Mark morto, chiama gli agenti che si mettono subito alla ricerca dell’assassino.
E’ convinto che i due omicidi siano stati commessi dalla stessa persona e ordina di arrestare immediatamente l’ex carcerato.
Mentre cerca i risultati dell’autopsia, viene avvisato che l’ex carcerato è stato arrestato e lo stanno portando nella stanza degli interrogatori.
Luke lascia tutto e si fa trovare nella stanza per interrogarlo. 
Quando Luke gli chiede dove si trovava alle cinque di quel giorno, l’ex carcerato risponde che era al cinema e che era stato visto da molti testimoni. Dopo aver saputo quale cinema fosse, decide di mandare i suoi agenti a chiedere alla cassiera se si ricordava di averlo visto.
Intanto prosegue l’interrogatorio e l’ex carcerato continua a rispondere negativamente alle domande che gli vengono fatte.
Luke, arrabbiato, fa un’ultima domanda con tono di voce molto alto e spaventa il presunto assassino che decide di ignorarlo e non rispondere più a nessuna domanda.
Passa qualche minuto e ritornano gli agenti che erano stati mandati al cinema per controllare e riferiscono a Luke che la cassiera si ricordava bene di quell’uomo perché aveva fatto cadere tutti i pop-corn che aveva comprato.
Luke allora si arrende e decide di non far più domande all’ex carcerato e di lasciarlo andare a casa.
Cerca di ragionare su chi potrebbe essere l’assassino e si ricorda di non aver controllato l’esito dell’autopsia. Si reca quindi nel laboratorio del coroner per leggerlo.
Lì si rimette a cercare i risultati e, dopo aver scombussolato tutto il laboratorio trova l’esito nella tasca del camice del coroner.
Lo legge e, con sua grande meraviglia e dispiacere, scopre che l’assassino potrebbe essere il suo capo Peter.
Improvvisamente capisce che Peter ha ucciso sia la moglie che il coroner, ma non ha fatto in tempo a bruciare l’esito dell’autopsia.
Chiama i suoi agenti, corre verso la sua macchina e va con due pattuglie a cercare il capo.
Lo trova al bar che sta ancora parlando con Anakyin e gli spiega tutto ciò che ha scoperto dall’autopsia del coroner.
Peter nega tutto, spinge a terra l’amico e riesce a fuggire dal bar dalla porta di sicurezza. Sale sulla sua Ferrari e scappa verso Londra.
Luke si riprende e ordina immediatamente ai suoi due compagni di inseguirlo.
Dopo vari chilometri di inseguimento gli agenti riescono a fermarlo grazie ad un blocco stradale.
Peter viene arrestato e trasportato alla caserma dove lo aspettano Luke e il cognato.
Quando Luke inizia ad interrogarlo, Peter nega tutto chiedendogli perché lo incolpava e che prove aveva contro di lui. Luke rivela di aver letto l’esito dell’autopsia dove si diceva che la pelle trovata sotto le unghie della moglie apparteneva a lui e chiede all’amico di mostrargli il collo.
Proprio sotto l’orecchio destro Luke vede un graffio. Nonostante questa prova Peter nega ancora tutto, ma alla fine, vedendo il cognato piangere disperatamente, si pente di quello che ha fatto e decide di raccontare tutta la verità all’allievo che rimane sbalordito e desolato.
Luke gli chiede quale fosse il movente di tutto ciò. Peter risponde che è stato solo perché Delaney voleva lasciarlo, quindi solo per amore e in quanto a Mark, poi, era stato solamente perché aveva scoperto tutto e aveva paura di essere arrestato.
Peter viene accompagnato da due agenti in carcere e Luke se ne va ferito e triste per non aver capito il dolore che stava provando Peter per Delaney e non averlo aiutato.