ASSASSINA PER CASO

di Giada Lobina


Il signor Alfredo abita con sua moglie Margaret e la figlia Luisa in un quartiere di Londra chiamato Clerkenwell, quasi un villaggio nel cuore di Londra. Si trova a nord della città, ci sono strade dall’andamento curvilineo, chiese antiche, dimore georgiane,vecchi magazzini in mattoni trasformati in hotel e locali per artisti. Il cuore del quartiere è Clerkenwell green: all’apparenza è uno dei centri meglio conservati di Londra, si trova al centro del vecchio borgo ed è un mix di alloggi, uffici e pub. A due passi da esso ci si imbatte nella caotica Farringdon Road dove si trova il famoso The Eangle. Questa zona è piena di atmosfere industriali che si possono riscontrare anche nel negozio-galleria di Antoni&Alison, o nel ristorante St.Jhon, oppure nell’hotel Zetter. La zona è anche sede del più grande mercato di carne di tutto il Regno Unito: lo Smithfield market. Smithfield  è una zona della città di Londra che si trova nella parte a nord-ovest della città. E’ conosciuto soprattutto per il suo secolare mercato di carne vecchia, oggi l'ultimo mercato storico all'ingrosso di Londra. Il mercato è stato ampliato nel corso dei secoli per soddisfare le esigenze della crescente popolazione della città, è stato circondato da una staccionata di legno per mantenere il bestiame all'interno del mercato.
Alfredo è sposato con la moglie da diciotto anni, è un padre e un marito assente, non si prende cura né della figlia né della moglie. Molto spesso ha discussioni con la figlia. Essendosi stancato della moglie, frequenta di nascosto da almeno cinque anni , Matilda, una donna più giovane di lui di circa dieci anni. A casa non c’è mai, va via al mattino presto e ritorna la sera per la cena.
Margaret, la moglie, ha preso un esaurimento poco dopo la nascita della figlia quindi  deve essere controllata e ha bisogno di cure. Ultimamente ha fatto progressi e piano, piano sta migliorando. Luisa ha quindici anni, è alta, di corporatura media, ha i capelli biondi e gli occhi azzurri sfumati di verde, tutta sua madre. È una ragazza gentile e simpatica ma anche intelligente e cerca di prendere bei voti a scuola. Si prende cura della madre dato che il padre si interessa poco. Si veste in modo semplice con jeans e maglietta, le marche che preferisce sono la “Converse” e la “Tally weijl”. Gioca a pallavolo nella squadra della scuola; ricopre il ruolo di alzatrice,ed è molto brava. Le piace la musica ma non ha un suo gruppo preferito. Certe volte, la sera, per passare il tempo, fa gli scubidù. Usa il computer per chattare con le amiche, ascoltare la musica e navigare su internet.
Quella mattina, come tutte le altre, Luisa si alzò presto per andare a scuola. Si preparò la colazione ed uscì di casa insieme ad Alfredo. Finita la scuola, andò in palastra per fare gli allenamenti di pallavolo. Dopo gli allenamenti, verso le 6, Luisa tornò a casa per portare la mamma dallo psicologo.  Andava tutti i giorni un’ ora alla mattina e un’ ora al pomeriggio. Ogni volta che ritornavano a casa, trovavano il padre seduto sulla sua poltrona a guardare la tv con la tavola ancora non apparecchiata, così la figlia si arrabbiava e cominciavano a litigare. Litigavano tutti giorni per qualunque cosa,  anche per questo la mamma si sentiva male. Quel giorno invece quando Luisa a la mamma ritornarono a casa non trovarono Alfredo seduto nella poltrona a guardare la tele con la tavola ancora non apparecchiata, ma lo trovarono in cucina, per terra, vicino al calorifero, morto. Chiamarono un’ ambulanza per vedere se si poteva salvare, ma purtroppo non ci fu niente da fare. Secondo i medici la sua salute era perfetta. Nella caduta aveva urtato proprio la testa contro lo spigolo del calorifero. La notizia fu mandata in onda anche dal telegiornale: “Bentornati al notiziario della sera. Vi informiamo della morte misteriosa di Alfredo Jaston, un uomo di 50 anni che viveva a Clerkenwell con la moglie e la figlia che in quel momento erano fuori casa. La sua morte è stata provocata da una caduta, scivolando ha sbattuto la testa sullo spigolo del calorifero ed è morto. Il funerale sarà celebrato dopo domani alle tre del pomeriggio nella chiesa del suo quartiere. Il caso è stato assegnato all’ ispettore Work Parkison White dato che non c’è  ancora chiarezza su questa morte. Ci fermiamo per la pubblicità, restate con noi.”
Dopo il telegiornale avvisarono anche me. Avrei dovuto risolvere il caso, di cui mi diedero tutte le informazioni. Mi chiamo Parkison, sono una persona che non ha nessun interesse a crearsi un’ immagine, mi dicono tutti che sono umile e semplice, ma anche molto astuto. Nello svolgere il mio lavoro non tralascio nulla, sono molto riservato e mostro la massima serietà. Nel mio tempo libero vado a giocare a golf,oppure sto un po’ al bar con i miei colleghi. Ho la classica corporatura inglese: sono alto e magro. Porto sempre un  cappello scozzese dal quale scendono ciuffi di capelli castani disordinati. Gli occhi sono grandi e marroni, il naso appare lungo e sottile e la bocca piccola. Indosso sempre un completo gessato nero con una camicia bianca e delle scarpe comode ed eleganti ma allo stesso tempo pesanti visto che a Londra piove sempre. Ho iniziato l’indagine guardando le foto del luogo del delitto. Ho subito notato  che il corpo era stato spostato, perché non era rimasto vicino allo spigolo del calorifero. Potevano essere state la moglie o la figlia, oppure i volontari dell’ambulanza. Ho cercato altri indizi. Sono andato a parlare con i medici i quali mi hanno detto che a loro sembrava strano che soltanto con una semplice caduta l’uomo fosse morto sbattendo sul calorifero. Era più probabile che almeno avesse ricevuto un colpo o una spinta. In effetti era sembrato un po’ strano anche a me, così ho deciso di guardare se c’erano delle impronte digitali. I dottori mi avvisarono che c’erano le impronte digitali della figlia ma era confermato che Luisa aveva spostato il corpo mentre aspettava l’ambulanza. Così sono andato a perquisire la casa ma non c’èra nessuno oggetto che avrebbe potuto colpire il morto, così ho continuato a cercare indizi. Dopo alcune settimane mi venne un’ idea:  se qualcuno avesse colpito o spinto Alfredo, le impronte digitali sarebbero state sul petto dell’uomo , se invece il corpo fosse stato spostato le impronte digitali sarebbero state trovate sulle braccia. Bisognava ricontrollare! Mentre aspettavo  i nuovi risultati sulle impronte decisi di interrogare alcune persone. Molte non ne sapevano niente ma poi interrogai la vicina e mi disse che dalla finestra quel giorno aveva intravisto qualcuno. Qualche giorno dopo mi venne in mente che nelle foto era visibile la cucina sulla quale era quasi pronta la cena. C’era per forza qualcuno in casa: o la mamma o la figlia. Però era risaputo che il signor Alfredo avesse un’ amante, quindi poteva essere anche lei .Finalmente arrivarono i risultati delle impronte digitali,erano di… Luisa! Avevo scoperto il colpevole: era la figlia! Era andata esattamente cosi: “La figlia, dopo aver lasciato la madre dallo psicologo, era ritornata a casa. Arrivata sotto casa vide suo padre che salutava una donna, all’inizio non aveva capito, poi riflettendoci un po’, le cose le erano diventate chiare. Era furiosa, così, salita a casa, chiese spiegazioni al padre. Lui inizialmente negò, ma la figlia insisteva e cominciava ad arrabbiarsi ,così il padre le disse la verità: si vedeva con un'altra donna. Incominciarono a discutere. La figlia allora spinse il padre, senza pensare che si sarebbe potuto far male, infatti lui cadde all’indietro e pestò la testa sullo spigolo del calorifero. Luisa prese il cappotto e andò di corsa a prendere la madre, alla quale spiegò tutto durante il tragitto e lei decise di sostenerla. Arrivate a casa, chiamarono un’ ambulanza per vedere se potevano fare qualcosa ma purtroppo era troppo tardi.”
 Così Luisa è stata portata in un centro di recupero per ragazzi minorenni, dove continua ad andare a scuola. Margaret  invece è stata portata in un centro dove continuano a curarla, può andare a trovare la figlia, stare il pomeriggio con lei. Passati cinque anni la madre e la figlia potranno ritornare a casa e fare la vita che facevano tutti i giorni. Luisa ritornerà ad andare all’università con i suoi compagni, ad andare a pallavolo ed a divertirsi con le amiche.
Invece io continuerò a risolvere i miei casi.