Introduzione:
Chad Dylan Cooper è un uomo di mezza età che vive a
Brooklyn un quartiere molto famoso di New York. Chad è un
avvocato ed non è sposato. Ha molti interessi tra cui :il
cinema,la giurisprudenza,e l’indagine. Passa il suo tempo libero
leggendo,suonando il pianoforte e uscendo con gli amici. Chad Dylan
Cooper è abbastanza alto con gli occhi azzurri e i capelli
biondo scuro. Ama vestirsi in modo elegante e raffinato perché
bada molto al suo aspetto esteriore. Nonostante la sua passione per
l’indagine, ama il suo lavoro e la sua città. Chad ama New
York per diversi motivi: per la vicinanza al suo lavoro e per il
legame con il suo quartiere, Brooklyn, che esprime la sua
personalità ma anche perché in esso ci abitano molti suoi
amici quindi non vorrebbe per nessun motivo trasferirsi. Di Brooklyn
ama soprattutto il Brooklyn Bridge, il ponte sospeso più grande
al mondo. Esso collega, attraverso il fiume East River
Brooklyn all’isola di Manhattan. Chad si reca tutti i giorni al
tribunale di New York che è il luogo dove lavora e passa per la
maggior parte della giornata, tranne la pausa pranzo che trascorre in
un famoso ristorante di New York, posseduto da una sua amica,
perché il tribunale è molto distante da casa sua. Chad
è un tipo molto socievole e ha buoni rapporti con tutti i
dipendenti e gli avvocati del tribunale.Quando ha del tempo
libero ama trascorre un pò di tempo al Central Park per
fare ginnastica o semplicemente a leggere un libro sotto un
albero:all’ombra. Nel weekend si reca quasi sempre da un
suo amico Jake, un tipo simpatico e divertente. è il direttore
di un supermercato a New York. Jake e Chad vanno molto
d’accordo, sono amici dalle scuole medie e non si sono persi di
vista neanche quando hanno frequentato due scuole diverse alle
superiori. Si incontrano spesso per assistere alle partite di baseball,
che vanno a vedere ogni sabato e trascorrono il resto della giornata al
parco facendo ginnastica o a casa guardando un film. In questo periodo
Jake ha sporto denuncia contro un rapinatore come avvocato ha
voluto Chad. Sono entrambi appassionati di cinema e quindi si vedono
molte volte per andare al cinema. Chad vive in una casa privata ma ha
molti vicini. Uno dei principali con cui ha stretto più amicizia
è la signorina Lucy Harper, con la quale passa interi pomeriggi
a discutere sul quartiere e su cosa si può fare per migliorarlo.
Chad è molto amico del giudice Simon Taylor con il quale ama
discutere di giurisprudenza. Il giudice Taylor è un uomo sulla
cinquantina,laureato in giurisprudenza lavora nel tribunale in cui
lavora Chad. é abbastanza basso, con in capelli bianchi e gli
occhi azzurri, è sposato è ha un figlio di
trent’anni che fa il dentista a Manhattan. Simon è una
persona ben accolta da tutti con una buonissima reputazione e ottimi
rapporti con tutti i dipendenti e gli avvocati del tribunale. E da
tutti considerata una brava persona, piena di doti e a tutti
dispiacerebbe se esso andasse in pensione. Uno dei più
fedeli amici di Chad è Jason Martin, un collega, che lavora con
lui al tribunale. Ama la giurisprudenza e la musica rock degli
anni settanta e ottanta. è una persona un po’ particolare
perché non ha mai mantenuto dei rapporti costanti
con nessuno dei suoi colleghi infatti quasi sempre ci ha litigato. Ha
pessimi rapporti anche con Simon Taylor il giudice con il quale non
riesce più a parlare, infatti una volta ha rischiato di essere
stato licenziato par la mancanza di autocontrollo nei confronti di
Simon Taylor.
OMICIDIO IN TRIBUNALE :
Era un giorno come molti altri e dovevo recarmi al lavoro; mi ero
svegliato alle 7.30 come sempre;mi ero preparato ed ero uscito a bere
il mio caffè nel bar di Emma. Appena arrivato mi è venuta
incontro con il mio caffè, quasi sapesse che sarei arrivato in
quel preciso momento .Il locale era sommerso da quell’aria
elettrizzante che si respira nelle mattine di primavera a New York e da
quel delizioso profumo di caffè forte appena preparato. Eppure
ci trovavamo in pieno inverno e quell’aria tiepida non familiare
in quel periodo, aveva sostituito quella ghiacciata degli ultimi
giorni. Sembrava quasi che stesse arrivando la primavera ma eravamo a
Dicembre. Insomma quella era una mattina molto diversa dalle altre.
Salutai Emma e le chiesi come stava. In un battibaleno abbiamo
incominciato a discutere di cosa avremmo fatto a Natale ma visto che il
tempo a disposizione era poco, sono scappato via di corsa al
lavoro per non fare tardi. Avevo deciso di andare a piedi proprio
perché l’aria non era ghiacciata come negli altri
giorni,quindi non era necessario utilizzare l'auto. Arrivai in
tribunale di corsa: era tardi quindi mi recai subito nel mio ufficio
senza farmi notare. Avevo molto lavoro da sbrigare e molte faccende da
risolvere con Jake che mi aspettava giù all’entrata. Il
mio ufficio era tutto in disordine, aveva bisogno di una ripulita, ma
ora non ne avevo proprio tempo perché Jake mi stava aspettando.
Sono sceso e l’ho incontrato: era ancora sconvolto per la rapina
che c’era stata a casa sua la settimana precedente. Per fortuna
il rapinatore era stato incastrato e la sentenza doveva esserci la
settimana successiva per cui dovevamo organizzare il processo . Jake
aveva molte prove ma aveva paura che quel criminale potesse farla
liscia ancora una volta. Infatti questo rapinatore era stato sorpreso
un’altra volta rapinare una banca e alcune case di ricchi
signori, ma in quei casi, grazie ad un bravo avvocato, era riuscito a
cavarsela. Io e Jake siamo andati subito alla ricerca di prove.
Arrivati a casa sua, abbiamo controllato l’ambiente e non abbiamo
trovato alcuna prova, ma poi ,guardando con più attenzione,
abbiamo notato delle impronte di scarpa nella camera da letto. Le
impronte erano ben visibili e si poteva intuire che il numero
corrispondente all’impronta era un quaranta, infatti essa era
troppo grande per appartenere a una donna o a Jake perciò ci
accorgemmo di questa prova. Inoltre ritrovammo degli oggetti di molto
valore buttati nell’armadio. Jake sostenne di non aver messo lui
quegli oggetti nell’armadio quindi doveva essere stato
sicuramente il ladro che, vedendo che la vittima si era accorta della
presenza di un’altra persona, spaventato, aveva gettato gli
oggetti che aveva in mano nel primo posto che gli era capitato
cioè l’armadio. Restai con Jake per il resto della
mattinata poi andai a pranzare da Emma come tutti i giorni. Mi aveva
preparato una buonissima bistecca e molta insalata: era tutto
delizioso. Di solito andavo a casa solo per cenare perché il
resto della giornata la passavo al lavoro. Appena ebbi finito, andai in
tribunale a rielaborare le prove. Ma in quel momento il mio telefono
squillò . Era Daisy, la mia segretaria, che mi stava avvisando
che la sentenza era stata spostata a questo venerdì. Appena ebbi
riattaccato mi affrettai a chiamare Jake. Gli comunicai la notizia e si
preoccupò ma io lo assicurai. Il giorno dopo
ci recammo a casa di Jake per esaminare la situazione. Dopo ore
di ricerca trovammo un indizio davvero avvincente: mentre il rapinatore
stava compiendo la rapina aveva lasciato la cassaforte aperta e su di
essa c’erano le sue impronte. Grazie a questa prova riuscii a
rasserenare Jake. Adesso non ci restava che mandare la cassaforte in
laboratorio per analizzare le impronte. Ero sicuro che questa volta
quel rapinatore non l’avrebbe passata liscia. Mentre ero in
ufficio squillò il telefono: era l’esaminatrice del
laboratorio che mi confermò che le impronte appartenevano a Nick
Adler, il rapinatore. Il giorno dopo preparai il mio discorso da
presentare all’udienza e sono salito in auto. Ero sicuro che quel
Nick questa volta non l’avrebbe passata liscia anche
perché questa volta non aveva un buonissimo avvocato, infatti
era rappresentato da Jason Martin , riconosciuto per la sua pessima
reputazione. Arrivati in tribunale abbiamo iniziato l’udienza.
Durante l’esposizione delle prove di Jason mi venne da ridere
perché non riuscivo a capire come Jason potesse proteggere una
persona orribile come quella. Quando Jason ebbe finito di
parlare, toccò a me. Esposi le mie prove. Dopo un lungo
discorso il giudice dichiarò la sentenza chiusa e disse che il
rapinatore sarebbe stato rinchiuso in carcere per vent’anni. Jake
mi fece le sue congratulazioni :ero veramente soddisfatto del mio
lavoro. Appena finita l’udienza ,mi recai nel mio ufficio con
Jake per altri venti minuti a discutere dell’udienza.
Finita la discussione ci recammo davanti all’ascensore e , appena
si aprì la porta ,rimanemmo sbalorditi per quello che vedemmo.
Il giudice sdraiato per terra in un lago di sangue! Era orribile! Ci
affrettammo a chiedere aiuto ma non c’era nessuno, allora
chiamammo la polizia e l’ambulanza. Andammo all’ospedale
preoccupati ma per il povero giudice non c’era nulla da fare, era
morto. Il dottore disse che era stato colpito da un proiettile. In
seguito andammo alla polizia per fornire dei chiarimenti e per subire
un interrogatorio. Ci chiesero cosa stavamo facendo prima del delitto e
dove era stato trovato il corpo del giudice. Mentre la polizia stava
indagando abbiamo chiesto al commissario se potevamo essere utili
nell’indagine e il commissario ci ha detto che potevamo essere
informati sulle indagini ma che non potevamo farne parte. Allora io e
il mio amico ci siamo messi d’accordo: avremmo indagato anche
noi. Il nostro primo ricadde su Nick ma poi intuimmo che non poteva
essere possibile perché lui si trovava nelle mani della polizia
che lo stava trasportando in carcere. All’improvviso Jake mi
suggerì di andare a vedere in ascensore se erano rimaste delle
prove. Osservammo attentamente il luogo: non c’era quasi nulla!
Poi facemmo caso a una scritta sullo specchio
dell’ascensore; essa era stata scritta con il dito e non era del
tutto visibile però si riusciva a leggere “ma”
“è” “l” “vole”.
Io e Jake rimanemmo sbalorditi ma non riuscimmo a decifrare il
messaggio. All’inizio pensammo che ci fosse scritto : “ma
è colpevole” ma non aveva molto senso, così
pensammo che forse il giudice Simon voleva rivelarci il nome del
colpevole con quel “ma”, forse era un nome che iniziava con
la sillaba “ma” o che finiva con quella. Dopo un po’
di tempo Jake decise di andare a casa perché si erano fatte le
dieci di sera e lo propose pure a me ma io mi fermai ancora in
tribunale ad analizzare la scena del delitto. Dopo un po’
pensai che forse era necessario avvisare la polizia di
quell’indizio, ma poi pensai che non lo fosse e che avrei
condotto una mia indagine personale e che sarei riuscito a scovare
quell’assassino. Andai ad analizzare il resto del tribunale alla
ricerca di altri indizi quando mi accorsi di un’impronta
nell’ascensore. A vista sembrava un trentasette, che non poteva
appartenere a un uomo come il giudice quindi si trattava per forza di
una donna. Ma quale donna aveva un interesse specifico ad uccidere il
giudice? Si erano fatte le undici e mi ero deciso ad andare a casa a
riposare . Il giorno dopo avrei preso una settimana di ferie per
indagare di più su quella faccenda. Arrivato a casa mangiai un
panino e me ne andai a dormire. La mattina seguente mi svegliai e andai
da Emma per il mio solito caffè; decisi di raccontare a Emma
questa storia. Lei la ascoltò sbalordita e mi chiese cosa avevo
intenzione di fare. Io le dissi che volevo indagare e che avevo
già scoperto che si trattava di una donna. Lei mi disse di stare
attento, se la polizia l’avesse scoperto si sarebbe arrabbiata.
Raggiunsi il tribunale in tutta fretta, riferii la mia decisione,
che sarei stato una settimana in ferie, e mi diressi verso
l’ascensore per vedere se la polizia stava lavorando. Avevano
circondato l’entrata dell’ascensore ma non c’era
ancora nessuno, allora mi feci coraggio e andai a controllare ancora
una volta l’impronta e la scritta sullo specchio. C’erano
ancora, dunque riconfermai le mie teorie. Andai a vedere nella sala
dove c’era stata la sentenza se per caso c’erano impronte
come quelle che avevo trovato nell’ascensore. Appena
raggiunta la sala della sentenza mi misi a controllare nella prima
parte, nulla. Poi andai a controllare alla fine della sala e ne vidi
una simile a quella che c'era nell'ascensore ma non riuscii a
riconoscere se si trattava proprio della stessa scarpa.
Così andai dalla signora che solitamente pulisce tutte le sale e
le chiesi se il giorno prima era stata effettuata una pulizia. Lei mi
rispose che era stata effettuata prima del processo ma non dopo,
così mi resi conto che quell’impronta poteva appartenere
all’assassina. Per riconfermare le mie teorie, andai ancora a
vedere nell’ascensore. Non c’era dubbio: l’impronta
era la stessa e doveva appartenere per forza a una donna perché
era visibile la forma del tacco! Quindi era stata una donna che aveva
partecipato all’udienza . Allora andai a chiedere a una guardia
se si ricordava delle persone che avevano partecipato il giorno
precedente all’udienza. La guardia mi disse che erano presenti i
familiari dell’accusato e quelli della vittima e inoltre
c’erano alcuni testimoni. Io allora gli chiesi se erano presenti
anche degli amici alla sentenza ma la guardia rispose di no.
Allora pensai che quella donna doveva essere una familiare o di Jake o
di Nick, quindi decisi di andare da Jake a chiedere se per caso alla
sentenza avesse invitato una donna. Appena raggiunsi la casa di Jake mi
resi conto che, essendo mattina era al lavoro, così andai nel
carcere dove era stato rinchiuso Nick per chiedere a lui. Arrivato
chiesi di Nick Arder e mi dissero se ero un suo parente , io dissi che
ero un suo amico. Appena vidi Nick gli chiesi se per caso ,conosceva
una donna che avesse un nome con la sillaba “ma” ; Nick ,
arrabbiato, mi chiese cosa volessi da lui. Io gli dissi:<Solo
un’informazione!> Nick allora, sconvolto, disse che conosceva
una certa Margaret, che era sua zia. Io allora, ottenuta l'informazione
che cercavo, andai via. Il delinquente però mi chiese
perché gli avevo chiesto una cosa ma io me ne andai
senza rispondere. Ritornai al tribunale e chiesi alla guardia se per
caso alla sentenza fosse stata presente una signora di nome
Margaret ma la guardia rispose di no. Allora, deluso, gli chiesi se
potevo avere la lista dei partecipanti al processo. La guardia mi disse
che se volevo avere quella lista dovevo recarmi dalla guardia
dell’archivio. Allora mi diressi subito la a vedere se potevo
trovare il nome di quella donna. Arrivato lì, chiesi subito
della lista dei partecipanti al processo di ieri pomeriggio la guardia
mi disse che per accedere all’archivio dovevo avere
l’autorizzazione del giudice. Erano già le 14 e non avevo
ancora pranzato ma il pranzo poteva ancora aspettare. Andai dal nuovo
giudice per farmi dare l’autorizzazione per accedere
all’archivio e appena l’ebbi ottenuta, andai
all’archivio. Questa volta la guardia mi fece accedere. Appena
ottenuta la lista mi misi a guardarla ma non c’era nessun nome
che contenesse la sillaba “ma”, così, rassegnato, me
ne andai a pranzare da Emma. Appena arrivato le chiesi di prepararmi un
piatto di zuppa. Emma mi chiese perché fossi così
triste io le risposi sinceramente e lei mi disse che a queste faccende
poteva pensarci la polizia e che forse poteva essere stato qualcuno che
non aveva partecipato alla sentenza ma io le dissi che c’erano le
sue stesse impronte nella sala della sentenza per cui doveva per forza
aver partecipato. Dopo aver terminato il mio pranzo proposi a Emma di
venire con me a vedere la scena del crimine; lei, sorpresa ,
disse di sì. Arrivati, le feci vedere l’ascensore e
la sala dove erano presenti le impronte lei, sbalordita,
confermò che erano le stesse e se ne andò. Era
tardi, rassegnato ritornai a casa e mi misi a leggere il
giornale. C’era scritto dell'omicidio del giudice e si diceva che
la polizia aveva trovato in un bagno del tribunale una pistola immersa
nell’acqua che doveva certamente appartenere all’assassino.
In quel momento ripresi coraggio e decisi di proseguire le mie indagini
e che il giorno successivo sarei ritornato in tribunale. La mattina
seguente ritornai direttamente nella sala dove era avvenuto il processo
e oltre alle impronte già presenti ce n’erano delle altre
uguali: erano simili a quelle delle scarpe di Emma che portava
all'appuntamento .L’assassino era stato lì un’altra
volta! All'inizio sospettai di Emma ma poi mi dissi che non era
possibile: Emma era una brava persona! Forse le impronte non erano le
stesse, ma se proprio era stata Emma per quale motivo avrebbe dovuto
farlo ?. Mi recai nel ristorante di Emma, per vedere le sue scarpe ma
la sorpresi parlare al telefono. Mi nascosi per ascoltare con chi stava
parlando rimasi sbalordito per quello che stavo ascoltando non potevo
crederci ma era tutto vero! Emma stava parlando con Nick e gli
stava riferendo che si era finalmente sbarazzata di quel giudice e che
ora non gli avrebbe più dato fastidio. Mi domandai perché
Emma avesse ucciso il giudice. Che cosa centrava lei con Nick?.
Poi, proseguendo il discorso, Emma disse che l’indomani si
sarebbero visti alla stazione del treno per fuggire insieme e che
quella sera Emma avrebbe mandato un suo amico avvocato chiamato Jason.
Egli l'avrebbe aiutato a fuggire dal carcere grazie alla collaborazione
di una guardia che aveva corrotto con dei soldi. Io rimasi
sbalordito: due dei miei migliori amici mi avevano tradito e Emma
aveva approfittato della mia sincerità per organizzare al meglio
la fuga. Esterrefatto chiamai la polizia e la avvisai di tutta la mia
indagine personale e dicendo che sapevo chi fosse l'assassino del
giudice e chi erano i suoi complici. Raccontai ai poliziotti anche
della fuga di Nick in modo tale che potessero rinchiuderlo in un altro
carcere. Quando i poliziotti arrestarono Emma,essa rimase sbalordita e
faceva ancora finta di niente anche se sapeva tutto.
All'interrogatorio, dopo molto tempo, Emma confessò di aver
ucciso il giudice Simon. Ma poi intervenni io e chiesi ai due
poliziotti se potevo fare una domanda. Chiesi a Emma che rapporto
avesse con Nick. Emma, dopo una breve pausa, disse che era sua
moglie! La mia migliore amica era una delinquente moglie di un
rapinatore! Me ne andai deluso. Ritornai a casa; misi Jake
al corrente di tutto ciò che era accaduto e lui mi propose
di andare a una partita di Baseball per distrarmi un po’. Io gli
dissi che era una buona idea. Domani andrò al funerale del
giudice Simon al quale saranno presenti tutti gli avvocati e i
dipendenti del tribunale; ovviamente verranno tutti tranne Jason.