CRONACA DI UNA STRAGE ANNUNCIATA

In un anno ci sono 365 giorni ed ognuno di essi é dedicato ad un santo. Così ogni giorno c'é qualcuno che festeggia il proprio onomastico. Per chi tiene a questa ricorrenza é essenziale avere un calendario sempre in tasca, perché é impossibile ricordare tutti i santi dell'anno. Ma c'é un giorno talmente particolare e importante per i ragazzi delle scuole, che non c'é memoria che non tenga, é il famigerato 11 Ottobre, San Firmino.
Ma chi era Firmino?
Noi crediamo che fosse un bravo ragazzo che faceva molte opere buone, ma, per distinguere le sue da quelle di altri benefattori, dovunque andava, lasciava la propria firma. Forse per questo é passato alla storia come il santo delle firme.
Naturalmente questa storia é una nostra invenzione, che nasce pero' da un fatto reale. L11 Ottobre qualsiasi bambino viene preso da un impulso irrefrenabile: deve lasciare scritta indelebilmente la sua firma, tuttavia non si usano quaderni, né semplici fogli, la firma va lasciata sulla pelle dei propri amici. In tutta Italia succede la stessa cosa ed alla sera é possibile sentire al telegiornale che sono aumentati i consumi di acqua e di sapone o che, addirittura, qualche genitore ha dovuto ricorrere al "disinfestatore di firme", una specie di marchingegno munito di mille spugne e altrettante saponette che lava i ragazzi affetti dalla "sindrome delle firme".
Noi però vi possiamo raccontare cosa é accaduto nella scuola ³Giovanni xxiii ³ di Renate-Veduggio e questo perché eravamo testimoni oculari.
La mattina di sabato 11 u. s. siamo andati a scuola come al solito, ma già fuori dall'edificio si é notata una diversa atmosfera fatta di indelebili volanti, pennarelli, penne e uniposka.
Poi é incominciato il bombardamento: ogni alunno, come su un murale, ha espresso la sua firma con simboli, lettere o disegni.
Si sono viste maniche alzate e braccia già completamente scritte e colorate all'inverosimile.
Era quasi ora di entrare ma la massa si muoveva lentamente: noi ragazzi della seconda C, tutti in gruppo, abbiamo salito le scale e cercato di entrare in aula.
La campanella era però già suonata e siamo stati colti in flagrante ritardo perché, tra una firma e l'altra, abbiamo perso la cognizione del tempo.
Così la professoressa Viganò, di inglese, ci ha rimproverato ed obbligato a portare la giustificazione per il giorno successivo.
Con la preside, invece, non ci sono stati problemi perché quest'anno non é stata inviata, come l'anno scorso, una circolare con cui si vietava di firmare.
L'intervallo é stata un'alta occasione per firmarsi, però, sotto il controllo di professori e bidelli, non ci siamo potuti scatenare quanto avremmo voluto.
Abbiamo rimediato all'uscita, quando il cortile é diventato terreno di guerra e così anche il pullman. Fortunatamente non siamo tornati a lezione nel pomeriggio!
San Firmino é passato, ma ha lasciato un'indelebile traccia: il lunedì mattina una miriade di foglietti gialli sommergeva la cattedra della 2°C.

Dalila Agrati

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