PRIMA I SOLDI DELLE CASE, POI PENSIAMO ALLE CHIESE
La prima scossa del terremoto é avvenuta la notte del 26 settembre con epicentro a Colfiorito, al confine tra Marche e Umbria. La vera e propria catastrofe, però, é giunta alle 11.45 del giorno seguente: prima un boato, un lungo silenzio e poi... tutto é crollato, le case e i negozi, e la gente, impaurita, é scappata, piangendo, urlando, lontano dalle abitazioni danneggiate e distrutte. I paesi più colpiti sono stati Assisi, Foligno, Nocera Umbra, Fabriano, Camerino e Ceri. I soccorsi sono arrivati tempestivamente e hanno raccolto le persone in tendopoli.
Esse avevano lo scopo di fornire ai terremotati un riparo sicuro in attesa che tutto finisse e i tecnici della protezione civile dichiarassero agibili gli edifici e fornissero rassicurazioni sulla loro solidità. Ma le ulteriori scosse che si sono ripetute nei giorni successivi non hanno permesso ai lavoratori di continuare l' opera di ristrutturazione; a ciò si é aggiunto anche il maltempo che si sta avvicinando con l' arrivo dell' inverno.
Un altro grave problema é quello dei danni al patrimonio artistico: molti monumenti sono stati danneggiati e tra questi la Basilica di San Francesco con gli affreschi di Giotto e Cimabue. In seguito i restauratori sono riusciti a salvarne il timpano con una gabbia metallica che lo sostiene.
Invece il tentativo di sorreggere il campanile di Foligno con un sistema analogo é fallito. Infatti proprio mentre stavano operando, una forte scossa ha fatto crollare in senso verticale la parte superiore della torre campanaria. Gli operatori sono scampati alla morte perché si erano appena allontanati, per staccare un merlo della stessa. Ora la gente é molto preoccupata, soprattutto adesso che i problemi aumentano con l' arrivo della brutta stagione e nelle tende si patisce il freddo. Inoltre le persone per le continue scosse sono colpite da angoscia, da crisi di ansia, molte soffrono di insonnia e per riuscire a dormire devono prendere tranquillanti. L' allarme, tuttavia, esiste pure per la situazione delle opere d'arte: vedere quei luoghi tanto ricchi di storia, distrutti e quei monumenti danneggiati, suscita in tutti tristezza e nelle città regna il silenzio e lo sconforto. Fortunatamente arrivano molti aiuti finanziari, anche dall' estero, per esempio alcuni monaci tibetani hanno consegnato una somma di denaro ai francescani, pur essendo di religione e cultura diverse. La situazione é senz' altro diificile ma la fratellanza che unisce tutti gli uomini é già un segnale di speranza.
Erika Fumagalli Schiatti Federica
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