Genitori e figli preadolescenti: verso una nuova comunicazione
Premessa
In seguito alla serata di presentazione del servizio di sportello del
Progetto Camelot tenutasi nello scorso mese di febbraio, gli
operatori hanno realizzato un breve documento di sintesi dei
contenuti trattati e riguardanti il tema della comunicazione. Si
è pensato di illustrare il pensiero teorico che prende origine
da Maslow, per essere poi sviluppato da Carl Rogers e Tomas Gordon; i
tre psicologi americani hanno centrano l'attenzione sulla relazione
genitore/figlio e sulle possibilità di una comunicazione
efficace. Gli aspetti approfonditi riguardano le tecniche di
comunicazione presentate nel corso della serata, che avevano
suscitato interesse e partecipazione nei numerosi genitori presenti.
In vista del lavoro del prossimo anno scolastico stiamo ragionando,
insieme alla Scuola, per organizzare piccoli gruppi di
approfondimento costituiti da genitori, proprio sul tema della
comunicazione. A presto arrivederci
L'équipe del progetto
Riccardo Giudici e Fabrizio Gerlo
LA COMUNICAZIONE EFFICACE
Un interessante contributo per la realizzazione di un miglior clima
per una comunicazione efficace viene offerto dall'applicazione del
metodo di Gordon, che integra il pensiero di Maslow e di Rogers.
MASLOW
Charles Maslow si è interessato della "psicologia della
salute" come integrazione della "psicologia della malattia". L'autore
ha cercato di osservare attentamente le personalità sane e
completamente realizzate, suggerendo il modo per non entrare nella
malattia e per sviluppare aspetti positivi della personalità.
Egli, quindi, privilegia la prevenzione, dove per prevenzione intende
la possibilità di promuovere l'evoluzione delle
personalità sane, evitando l'insorgere di patologie. Secondo
Maslow, l'uomo è di natura buona, così come sono buoni
i suoi bisogni fondamentali, i suoi sentimenti, le sue
capacità. L'autore sottolinea inoltre che l'uomo ha una
evoluzione individuale che inizia nei primi anni di vita e non ha mai
termine. La concezione dell'uomo che ne deriva è senza dubbio
ottimistica: un approccio al bambino in "positivo" facilita la sua
"natura buona" creando attorno a lui un clima di fiducia e
libertà.Il genitore, nel suo ruolo di guida, per una sana
crescita, deve favorire nei propri figli alcune qualità:
Maslow ha scoperto che queste qualità si riscontrano nelle persone autorealizzate, che hanno cioè soddisfatto ad ogni livello i loro "bisogni". Quando i bisogni non sono soddisfatti le persone avranno problemi di crescita e di sviluppo personale.
La gerarchia dei bisogni secondo Maslow è la seguente :
I bisogni sono organizzati gerarchicamente secondo un criterio di priorità e di forza; il bisogno primario e concreto di sopravvivenza è realizzato pienamente nelle nostre attuali realtà, quindi l'attenzione si concentra maggiormente sui bisogni di ordine psico-sociale che prevedono una maggiore attenzione alle fasi evolutive dei figli e delle persone in generale. Un grande vantaggio che la teoria di Maslow ci offre è quello di fornirci un fondamento logico per guardare le persone "problematiche" semplicemente come persone con bisogni insoddisfatti, senza per questo doverle giudicare "cattive" o "pericolose". Dalle formulazione teoriche e dalle ricerche di Maslow ci si pone l'interrogativo di come genitori ed insegnanti debbano porsi in relazione con il ragazzo per aiutarlo a crescere sano. Una risposta a questo interrogativo ci viene da Carl Rogers.
CARL ROGERS
Lo studioso pone al centro di tutto il processo educativo la
relazione fra genitore/figlio (e insegnante/allievo), relazione
fondata su stima e rispetto reciproci; in questa ottica l'adulto di
riferimento deve saper essere autentico e il ragazzino può
sentirsi in ogni momento accettato e amato. Seguendo l'approccio di
Rogers, l'adulto di riferimento può essere in grado di
stabilire un rapporto efficace con il ragazzo. Deve essere genuino,
essere cioè se stesso, in grado di esprimere i propri
sentimenti positivi o negativi; deve avere stima delle
capacità del ragazzo; deve avere comprensione, empatia,
riuscendo cioè a capire ciò che prova il ragazzo (il
suo vissuto interiore), senza valutare o giudicare. Tutta la vita
è apprendimento e l'adulto è un facilitatore
dell'apprendimento. L'adulto sarà un facilitatore se
stabilirà un clima di fiducia e se metterà a
disposizione del ragazzo le sue capacità e conoscenze.
L'adulto dovrà inoltre essere autentico, riconoscere i propri
limiti e partecipare a livello emozionale alla vita del ragazzo. In
qualsiasi situazione della vita è fondamentale riuscire a
stabilire un autentico rapporto interpersonale e a tal fine è
importante " saper ascoltare".
IL METODO INTEGRATO: GORDON
Thomas Gordon propone alcune metodologie utili per impostare
un'efficace relazione fra genitore e figlio. Sottolinea il fatto che
generalmente gli adulti tendono a controllare ogni azione del ragazzo
favorendone spesso la dipendenza anziché l'autonomia. Questo
perché non sono abituati a trovare una soluzione agli
inevitabili conflitti senza che ne escano vincitori o vinti. Il
genitore che tenta di dimostrarsi come una persona che sa tutto,
senza difetti e che non sbaglia mai, sarà sempre in continua
tensione, specialmente per mantenere la disciplina e il rispetto
delle regole. Gordon sostiene, come Rogers, che il genitore dovrebbe
tenere un atteggiamento genuino, autentico, esprimendo i propri
sentimenti positivi e negativi. Dovrebbe, inoltre, accettare il
figlio per quello che è, facendogli sentire che gli viene data
fiducia senza criticarlo o correggerlo continuamente. Dovrebbe
entrare in un rapporto di empatia con il figlio trovando strategie
per una migliore comunicazione.
I COMPORTAMENTI INADEGUATI DEI RAGAZZI E TECNICHE DI COMUNICAZIONE
Due sono le tecniche che Gordon propone per modificare i comportamenti inadeguati attraverso la comunicazione:
Quando usare le diverse tecniche: di chi è il problema?
Per capire quando usare l'uno o l'altro metodo risulta molto
importante capire a chi appartiene il problema che si vuol provare a
risolvere. Proviamo a fare due semplici esempi, osservando la
"finestra" disegnata qui sotto e provando a porre i comportamenti
accettabili in alto e quelli inaccettabili in basso:
esempio 1 un ragazzino prende una valutazione negativa in una
verifica di scuola, il problema sarà suo e dovrà
interrogarsi su come risolverlo per evitare di ripetere l'esperienza,
partendo dai fatti che lo hanno portato in questa situazione. E' un
comportamento accettabile per il genitore, se intendiamo il termine
nell'accezione di "possibile": è possibile/accettabile che mio
figlio abbia preso una insufficienza a scuola e questo può
rappresentare un problema per lui.
esempio 2 un ragazzino lascia sempre la sua stanza in disordine e il
genitore deve spesso provvedere a riordinarla; in questo caso il
problema appartiene al genitore che deve riuscire a manifestare la
sua fatica ad assumere controvoglia un compito che spetta al figlio e
che viola le sue esigenze di adulto; per questo è un
comportamento inaccettabile e può rappresentare un problema
per il genitore.
Osserviamo la "finestra": nel primo esempio il problema appartiene al
figlio e quindi va collocato nella parte alta della , mentre nel
secondo esempio il problema verrà posto nella parte bassa
perché appartiene al genitore. Nella parte centrale vanno
collocati tutti quei comportamenti che non generano nella relazione
genitore/figlio alcun problema; è questa la situazione in cui
la relazione può diventare la fonte primaria del confronto e
dello scambio verso l'evoluzione e l'autorealizzazione delle
personalità dei ragazzi.
|
Comportamenti accettabili |
Esprimono un problema per il figlio |
|
Nessun problema |
Non esprimono né causano problemi: è la situazione ideale per l'insegnamento/apprendimento |
|
Comportamenti inaccettabili |
Esprimono un problema per il genitore |
IMPORTANZA DI UN MESSAGGIO EFFICACE
Quando i figli hanno un problema, i genitori cercano di aiutarli con
dei "buoni consigli", con dei "suggerimenti" tratti dalla loro stessa
esperienza o invitandoli a riconoscere la realtà dei "fatti"
ed ad attenersi ad essa. Nonostante le buone intenzioni, spesso
questi tentativi non riescono a risolvere i problemi e finiscono per
bloccare la voglia di comunicare nel ragazzino. Questi tentativi
vengono definiti "barriere della comunicazione "e sono dodici:
Per non incorrere nel pericolo di reagire verbalmente usando delle "barriere" che comunicano la non accettazione del problema del ragazzino, Gordon consiglia la tecnica dell'ascolto attivo. Ascoltare una persona, infatti, aiuta a liberarla di ciò che la opprime facendole inoltre capire che è accettata con tutti i suoi problemi e che questi possono essere affrontati e risolti. Quando si è tentati di rispondere utilizzando una 'risposta tipica', Gordon consiglia di fare questo esercizio: immedesimarsi empaticamente nell'altro e chiedersi: come mi sentirei se volessi esprimere un'idea, un'emozione, un sentimento e l'altro mi rispondesse con un ordine, una minaccia, una predica, un consiglio ecc.? E' importante però ricordare che queste modalità di comunicazione non rappresentano una barriera nel momento in cui non sussiste alcun problema per il figlio o il genitore.
L'ASCOLTO ATTIVO
L'ascolto attivo prevede quattro momenti:
L'ascolto attivo oltre a lasciare al ragazzo la gestione dei suoi problemi, evita fraintendimenti ed incomprensioni, ma soprattutto aiuta il figlio a cercare soluzioni autonome al problema, partendo dalle risorse che egli possiede e che sente di mobilitare. Va inoltre utilizzato come mezzo per esprimere la comprensione e l'accettazione del problema aiutando il ragazzo in crisi. Inoltre una modalità di conversazione con i figli basata sull'ascolto attivo li aiuta a prendere coscienza dei loro sentimenti, a temere molto meno le emozioni negative; il figlio viene anche reso più attento e ricettivo rispetto alle opinioni dei genitori, in una sorta di scambio empatico.
IL MESSAGGIO IO
Quando il comportamento del figlio provoca un problema al genitore,
questi dovrà applicare, secondo Gordon, il metodo "messaggio
io". Con questo metodo il genitore mette a "confronto" i propri
sentimenti e bisogni con il comportamento inaccettato del ragazzo,
esprime cioè cosa prova quando il ragazzo compie un'azione che
può provocare determinati effetti indesiderati. I "messaggi
io", a differenza dei "messaggi tu" ("perché continui a fare
di testa tua
", "sei sempre disordinato
",ecc.) esprimono
un sentimento di chi parla senza esprimere valutazione sul figlio che
compie l'azione ponendolo di fronte agli effetti del suo atto e ai
sentimenti che provoca negli altri. Il metodo "messaggio io" consta
di tre momenti:
|
descrizione senza giudizio; |
quando trovo in disordine la camera |
|
effetto tangibile e concreto; |
sono costretto a pensarci io |
|
reazione agli effetti. |
ciò mi costa molta fatica e mi sottrae energie per le altre faccende |
IL METODO SENZA PERDENTI
Quando l'ascolto attivo ed il messaggio &endash; io non ottengono gli
effetti sperati e le esigenze di genitore e figlio entrano in
conflitto, Gordon propone il "metodo senza perdenti". Quest'ultimo
consiste nella ricerca comune di una soluzione soddisfacente per le
due parti e per le reciproche esigenze. Se le due parti non subiranno
sopraffazioni, ciascuno si forzerà di rispettare i diritti
dell'altro e verrà trovata una soluzione che non
comporterà nè vincitori, né vinti. Questo metodo
va a sostituirsi ai due metodi più comunemente usati:
l'autoritarismo e il permissivismo, entrambi fondati su un rapporto
di forza dove il figlio, nel primo caso, o il genitore, nel secondo,
escono sconfitti. Gordon definisce questo il metodo di risoluzione
democratica dei conflitti.
IL PROBLEM SOLVING
Quando si presenta un problema al quale risulta molto complesso
trovare una soluzione, si può ricorrere, secondo Gordon,
all'applicazione del problem solving che consta di sei tappe:
Questa tecnica verrà attuata dal figlio e dal genitore,
discutendo, parlando e confrontandosi.
Utilizzando la tecnica del problem solving si possono ad esempio
risolvere dei conflitti, oppure elaborare delle "leggi", cioè
un regolamento in famiglia che verrà proposto dal figlio
stesso e che per ciò sarà più facilmente
rispettato.
Alcuni consigli per essere 'genitori efficaci':
Molta importanza, nella metodologia di Gordon, viene data
all'ascolto in un clima di empatica accettazione. L'ascolto passivo,
nel quale ci si astiene dal parlare, non senza comunicare all'altro
il piacere di ascoltare quanto egli sta dicendo: lo si può
fare con un sorriso, con uno sguardo, ecc.
Questo consente al figlio di esprimere le sue sensazioni, le sue
emozioni in un clima di accettazione, che predispone alla crescita e
al cambiamento Un altro tipo di ascolto è associato a
frasi-invito, del tipo: "capisco", "davvero?", "ma guarda
".
Nella comunicazione questi sono come dei segnali di via libera, che
invitano a parlare, a raccontare.
Il piacere di ascoltare può essere anche espresso in modo
verbale, con un 'raccontami come è andata', 'parla pure, ti
sto ascoltando', 'dimmi cosa pensi di questa cosa', ecc. E' un modo
un po' più direttivo, ma comunque esprime rispetto e
considerazione.
E' una modalità empatica di entrare in relazione, come se si
volesse entrare in contatto con le idee e le sensazioni dell'altro.
Se un ragazzo si sente libero di esprimersi (e non giudicato,
rimproverato, consigliato, minacciato e via dicendo) riesce a parlare
di sé, dei suoi errori, cerca di capirne le cause ed a volte
trova anche le soluzioni.
Conclusioni
Questa breve sintesi del pensiero di Tomas Gordon sulla
capacità dei genitori di comunicare in modo efficace con i
propri figli, non vuole avere la pretesa di esaurire un argomento
così vasto come quello della comunicazione, ma vuole offrire
alcuni spunti di ragionamento che ci sono sembrati particolarmente
adatti alla fase evolutiva che i vostri figli stanno attraversando.
Alcune indicazioni hanno carattere molto operativo e possono essere
sperimentate; per un serio approfondimento consigliamo uno dei testi
chiave del pensiero di Gordon sul Genitore Efficace.
T. Gordon "Né con le buone né con le cattive. Bambini e disciplina" Pagine: 184 Anno: 2001 ISBN: 88-87507-50-3 Prezzo: Euro 15,50
Carl Rogers "Potere personale" Astrolabio 1978